Alisea l’ho vista. Ormeggiata a Fiumara che è – a modo suo – il più grande harbour non dichiarato di questo lato del Mediterraneo. Forse ci sono anche passata sopra in qualche occasione per arrivare dalla nostra barca ormeggiata in quarta fila alla banchina.
Alisea l’ho vista. E non ho potuto fare a meno di notare quanto fosse strano quello scafo. E tozzo. E con linee fuori standard rispetto alla media dei Jeanneau o dei Beneteau, dei Bavaria o dei Comet che popolano l’invernale di Fiumicino.
Alisea l’ho vista. E ho pensato che fosse una delle tante barche che arrivano a Fiumicino con qualche anziana coppia di australiani, di neozelandesi o di altra strana gente che getta l’ancora in Italia dopo aver solcato gli oceani e finisce per comprarsi un attico con terrazza a Trastevere.
Alisea l’ho vista. Ed ora ho scoperto la sua storia. Che per certi versi è anche più avventurosa di quanto avessi immaginato.
Alisea è la prova vivente della follia delle persone. Si tratta di un barca autocostruita in acciaio da Roberto Pergus Pergomeno che ad un certo punto della sua vita decide di lasciare le “solide certezze” (o forse le solite certezze) della cantieristica di serie per fare una barca a sua immagine e somiglianza.
Vi invito a leggere la storia appassionante della sua progettazione e costruzione. Con i dubbi, i pensamenti e i ripensamenti, gli inconvenienti, l’umana solidarietà che ha o non ha trovato.
Io l’ho trovata una storia coraggiosa. Scritta diretta e interpretata da uno che di certo ha qualcosina in più di un pizzico di follia dentro!
Prendetevi qualche minuto e leggetela tutta su ilviaggiodi alisea.it !
Buon vento Alisea!

Non posso che ringraziare commosso anche se l’apprezzamento di scfo “tozzo” non farà piacere ad Alisea che si sente tonda e potente.
Da: Roberto/quello di Alisea su Giugno 14, 2008
alle 7:00 am
La nuova livrea blu la sfina e le dà il tocco di classe che le mancava…complimenti
Da: Francesco su Luglio 8, 2008
alle 12:55 pm