Pubblicato da: troppitrippi | gennaio 27, 2008

5a di campionato? no, solo mezza

Domenica 27 gennaio (Giorno della Memoria)

Ahiahai che giornata… fredda come soltanto le fredde giornate di gennaio possono essere, con l’umidore ghiacciato (mi piace chiamarlo così) che ti entra dentro e non ti lascia più. Arrivo in banchina e sguardo al cielo in cerca di segnali confortanti per la regata. Niente, il cielo grigio di un fronte stazionario che non promette neanche un alito di vento. Infreddoliti, intorpiditi, imbacuccati, insonnoliti lasciamo la banchina puntuali per dare corso alle prime manovre subito fuori dalla darsena. Tutto scorre incredibilmente liscio e quindi andiamo a caccia di un refolo di vento che ci possa indicare la direzione e far presagire l’intensità nelle ore successive…. ma come avevo anticipato nel bollettino meteo, nulla, di vento vero neanche a pagarlo, appena una leggera brezza supponiamo intorno ai 3/4 nodi.

Dopo qualche indecisione il comitato di regata posa la boa di bolina e la linea di partenza. Boa per 50 gradi e linea di partenza perfettamente allineata… ma NONOSTANTE la sofisticatissima strumentazione di bordo, rileviamo il vento per 40 e quindi decidiamo di partire – se possibile – in boa. Imbrocchiamo una serie di fortunate combinazioni e facciamo una bella partenza, non lanciatissimi ma quel tanto che basta a veleggiare nelle prime posizioni. La fortuna è stata anche un po’ con noi, devo dire: due barche si sono date una crocca proprio davanti a noi e subito dopo evitiamo per un pelo i bastarden di valeura che, subito dopo la partenza, ci puntano mura a sinistra senza darci precedenza. Non li protestiamo perché tanto sono in un’altra classe e quindi ci guadagneremmo soltanto rogne.

Al primo bordo di bolina tiriamo su bene (lato sx in partenza ma subito dopo centro del campo), incrociando davanti a nostri competitor cazzuti (Gengis Khan, Bellamia, AYC edilgrazia, l’amico tesorone etc.), insomma, davanti a barchette ed equipaggi di tutto rispetto. Ad un tratto IsolaGrande sale come un treno mure a dritta (ma dove accidenti lo ha preso tutto quel vento, che non c’era un refolo): andiamo tranquilli all’incrocio convinti un po’ che dovremmo farcela, un po’ che tra figli della stessa madre ci sia un po’ di fair play… ma avevamo sottovalutato lo spirito agonistico di Bruno che un altro po’ ci entrava dentro di brutto, solo perché aveva la precedenza!

Nel frattempo il vento comincia a mollare e anche noi iniziamo un tira e molla sulla layline senza riuscire a traguardare la boa: ti sembra di essere in lay ma poi il vento scade e sei fuori… è andata avanti così per una serie di virate e controvirate fino alla sospirata boa.

Bordo di poppa con vento sempre più debole e ballerino: andiamo avanti regolando continuamente lo spi di scotta e di braccio per seguire i salti di vento e le variazioni di intensità. Questa volta azzecchiamo tattica e tecnica e lentamente cominciamo a riprendere posizioni sui nostri avversari che al giro di boa ci avevano lasciato indietro. Arriviamo in boa sulla scia dell’ultimissimo refolo, con il mare che è una chiazza d’olio su cui si sono piantati molti nostri concorrenti, tra cui, udite udite, anche Bellamia!!!!

Insomma affrontiamo il giro di boa in una situaizone surreale, con una ammucchiata di barche praticamente ferme per mancanza di carburante. Una incertezza fatale ci impedisce di cogliere un buco in tutta quell’ammuina e anche noi finiamo nel mucchio… ma in quel momento il comitato sospende la regata e noi ce ne possiamo tornare con la soddisfazione (solo morale ovviamente) di aver lasciato dietro un po’ di gente agguerrita… tra cui Bellamia, non ancora formalmente battuta…. ma la rivincita è vicina!

Alla prossima… e… statte accuorta Bellamia… che ormai ti stiamo a ruota!

PS: lo so bene che in realtà siamo alla 6a di campionato… è che la 5a è saltata prima ancora di cominciare e quindi non è stata neppure menzionata in questo blog.

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Responses

  1. scusate la domanda del neofito… ma, parlando di fair play, xché quelli di valeura sono “bastarden” arrivando mure a sinistra e forzando l’incrocio, mentre Isolagrande avrebbe dovuto poggiare (si dice così?) e non lamentarsi? Grazie e scusate… uno alle prime armi fatica a capire le sofisticate norme che regolano le regate

  2. ah carissimo Torben, la domanda è più che legittima, ma la risposta – ahimé – non potrà essere riutilizzata per la vela, semmai per la vita! Mentre valeura è un competitor punto e basta, isolagrande è una barca della stessa scuola vela (stessa razza stessa faccia) quindi tra fratelli si dovrebbe essere più accomodanti. Nello specifico, Isolagrande che era dietro di noi benché mure a dritta non avrebbe perso nulla a modificare di pochissimi gradi la sua rotta per passarci in poppa. Noi al contrario avremmo perso moltissimo (essendo ben davanti) a passare sulla loro poppa.

  3. bhé… parlando di sport e non di vita (per parlare di vita ne dovrei vedere ancora un po’), l’unico modo per onorare la competizione, sé stessi e gli avversari è fare di tutto per rendere al meglio e arrivare prima degli altri, nel rispetto delle regole. Questo è fair play, tutto il resto è polemica… ma io non sono un professionista della vela

  4. mmmm…ho l’impressione che torben sia molto navigato e pochissimo neofita….


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