Pubblicato da: troppitrippi | marzo 19, 2008

Ultima regata di campionato

Domenica 17 marzo

Che scirocco, signori. Abbiamo chiuso il campionato sotto un potente vento da SSE (160 gradi per il comitato) che ha soffiato costante intorno ai 17/20 nodi. In barba alle previsioni della vigilia, l’ultima giornata di campionato ci ha regalato delle condizioni meteo veramente divertenti. Mollati gli ormeggi, già fuori dalla darsena ci ha accolto un bel mare formato, con un’onda già sul metro abbondante. Valutiamo bene la situazione per decidere quali vele issare. Detta così sembra che abbiamo chissà quale corredo di vele: in realtà la scelta di riduce ad un genoa al 110% di quelli buoni in mylar e kevlar (o qualche altro tipo di composito) o ad un fiocchetto in dacron per venti più freschi. La randa è quella buona in composito, anche perché quella in dacron sembra una mutanda sformata che non porta da nessuna parte.

C’è poco da pensare: sul campo di regata il vento soffia bello teso. Partiamo con fiocchetto e randa terzarolata. Una scelta di sicurezza (sia chiaro, non per la barca, ma per la vela che dobbiamo mantenerci in condizione per Pasquavela) che non ci penalizza. I nostri cuginetti di IsolaGrande partono con una mano di terzaroli ma con il genoa buono, quello in composito, nonostante da lontano si noti (almeno, la sottoscritta lo ha notato) una fessurazione subito sopra il rinforzo della bugna.

Alla partenza (a proposito, siamo il doppio delle barche poiché per la costiera regatiamo insieme campo A e campo B) ci infiliamo alla meno peggio. IsolaGrande parte meglio e ci distanzia di qualche lunghezza. Siamo al primo bordo (la bolina verso la prima boa) e in realtà non perdiamo velocità ma piuttosto prua: il fiocchetto, anch’esso bello smandrappato, non ci consente di stringere il vento più di tanto. Al giro di boa, un traversone insignificante, le posizioni della flotta rimangono invariate. Al lasco ecco che ne vediamo delle belle! con 20 e più nodi di vento accade di tutto: spi che esplodono, barche che straorzano, caramelle a gogo, feriti e barche che si sono date crocche da paura… insomma una bella ecatombe che in qualche modo premia la nostra scelta conservativa. Difatti (sempre per non compromettere la vela di rappresentanza) decidiamo di andare avanti solo randa e fiocco.

Alla boa seguente ci troviamo con il vento in poppa piena. Lo spi è d’obbligo! issiamo con una manovra perfetta e cominciamo subito a surfare che è una bellezza. Lo confesso, portare lo spi in quelle condizioni di vento è parecchio impegnativo: ad ogni onda rischi la straorza, la vela si sposta violentemente innescando un movimento oscillatorio che – se non si è pronti – va ad amplificarsi ad ogni oscillazione. L’augusto capitano è bravissimo e interviene di timone laddove io non riesco di braccia (e quindi sempre)!

Insomma, mentre ce ne andiamo belli belli in fil di ruota, ci ritroviamo ingaggiati dai cuginetti di IsolaGrande. Le cose dovrebbero essere andate così: noi che eravamo dietro, all’issata di spi (più rapida e tempestiva) gli siamo passati davanti sottovento. Ce li siamo ritrovati così sopravvento stesse mura, stessa rotta, praticamente appiccicati e in una situazione di stallo (nessuno dei due poteva strambare). Bruno sostiene che si tratti di un caso da manuale di 17.1 Mah! dovrei rivedere il filmato. Comunque sia alla fine hanno rotto l’ingaggio sfilandosi dalla poppa, con una strambata non esattamente da manuale (!), anzi, diciamo anche bella incaramellata!

Proseguiamo e affrontiamo il passaggio in boa con una grande ammainata di spi (fiiiiuuuui). Solite andature irritanti, tra il traverso e la bolina larga e arriviano perfettamente in lay sulla nuova boa (vi ricordo che sono 6 posizionate in circuito). Qui ci aspetta un bel bordeggio e qualche sorpresa. Intanto il vento è leggermente calato e quindi possiamo andare a tutta randa: di cambiare il fiocco non se ne parla. Il guadagno in prua che potremmo avere non giustifica il rischio di danneggiarlo… e direi che bene abbiamo fatto! Ci giriamo indietro e vediamo il genoa di IsolaGrande praticamente esplodere! Loro perdono qualche posizione. Noi cambiamo bordo e ci perdiamo di vista. All’incrocio successivo, sorpresa… hanno recuperato un sacco. Probabilmente, andando a virare davanti alla foce del Tevere hanno preso una bella corrente favorevole che li ha fatti venire su come un treno. Altra grande sopresa il recupero straordinario di Lady Canvass un bel Hanse 40 che, dopo qualche problema con l’ammainata di spi che l’aveva sospinta nelle retrovie, al bordo di bolina ci ha sorpassato alla grande senza più fermarsi (alla fine ci darà cinque minuti buoni in reale)!

Ultimo bordo: i giochi sono fatti. Manteniamo la posizione e tagliamo la linea di arrivo dopo 2 ore e 15 minuti di regata.

Si chiude così il sipario sul nostro secondo campionato invernale. La classifica non ci dà grandi soddisfazioni (tra DSQ, OCS e DNC non potevano aspirare a posizionamenti di prestigio) ma è stato di gran lunga più gratificante del precedente!

Ma l’avventura non finisce mica qui! tranquilli… ora ci aspetta Pasquavela: quattro giorni intensi di regate a Porto S. Stefano (all’Argentario). Una manifestazione di quelle cazzute non poco, con equipaggi di veri professionisti e barche splendide (a partire dagli Swan 45…. e dico tutto).

Noi andiamo armati delle migliori intenzioni: difenderemo un penultimo posto con le unghie e con i denti!

Vi farò sapere al rientro. Stay tuned!

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Responses

  1. in queste regate amo dire “MI SENTO LA BARCA ADDOSSO”

    spesso alla fine di queste esperienze si esce pensando che la prossima uscita così sarà forse lontana, ma in realtà è molto più vicino di quanto tu possa immaginare; La cerchi!

    Littlejhgon

  2. Grazie Littlejhon! io vado addirittura in astinenza da barca (anche se ho il mare dentro).
    Comunque, finito il campionato iniziano altre avventure veliche (Pasquavela da domani… e poi qualeche match race come aiuto istruttore… e poi le derive al lago)… cambiano le barche, cambiano le ciurme ma la passione resta intatta!

  3. Minchiasi!! troppitrippi sei una vera stakanovista della vela! Non dirmi che fai più di mille miglia l’anno (mio target) senno mi offendo !
    😉 😉 😉
    saluti skipper


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