Pubblicato da: troppitrippi | aprile 1, 2008

Pasquavela ’08

A Porto S. Stefano (Argentario) dal 21 al 24 marzo.

Tanto per cominciare diciamo subito che una Pasqua così bassa non capitava da quasi cento anni (eccheccul…) e che così fetente dal punto di vista meteo da altrettanto (quando ti dice bene ti dice bene…). E’ iniziata così la nostra avventura a Porto S. Stefano per Pasquavela ’08… che ha fatto impallidire il ricordo della precedente edizione (beh, la foto che vedete nella testata di questo blog, con noi sotto spi di bolina, viene da pasquavela07)!

Intanto vi presento l’equipaggio (e non fatevi illusioni… non sono la bionda in primo piano!):

L’equipaggio di Mareluna a Pasquavela ‘08

Ma prima una premessa: Pasquavela è una manifestazione seria, dove la gente va per vincere. Quest’anno un po’ meno frequentata da cabinati ma con gran begli equipaggi di professionisti. Ed ecco le differenze tra noi e loro:

  • loro arrivano con almeno due giochi di vele completi, molti anche tre giochi completi (intendo randa, genoa/fiocchi e spi) e mica di vele così così… tutte belle vele in carbonio o kevlar. Noi avevamo il nostro unoco gioco di vele decenti in composito e il coordinato mutanda e reggiseno in dacron
  • loro arrivano tutti belli fighetti, con l’abbigliamento personalizzato. Noi al solito in ordine sparso
  • loro più o meno professionisti, sicuramente professionali. Noi in parte alla prima vera esperienza su un campo di regata!

Comunque, noi siamo diventati da subito l’attrazione della banchina: non solo eravamo un equipaggio scuola, ma anche un equipaggio prevalentemente di ragazze!

Nonostante la fighetteria imperante, devo dire che vale la pena di partecipare: nelle quattro giornate tutta Porto S. Stefano diventa territorio di velisti, siamo dovunque, sciamanti nel porticciolo e dintorni, ci si incontra e re-incontra sempre e dovunque! Quest’anno abbiamo avuto dei vicini di banchina moooltooo simpatici, con cui abbiamo fatto amicizia, condiviso emozioni e bevute. A destra i ragazzi di Asell, un bel Vismara 34 che lo scorso anno ha vinto nella sua classe (che è anche la nostra) e qui mando un saluto e un pensiero particolari a Leonardo, Massimo, Tommaso e all’armatore. A sinistra Stranagente, un First 36.7 con metà equipaggio ex Mascalzone Latino (… non so rendo l’idea del livello…) che ha vinto nella sua categoria.

Vengo ora alle regate. Il tempo è stato quello che dovunque siate stati in Italia avete provato sulla vostra pelle: pioggia, vento, mare… tutti gli elementi scatenati contro vacanzieri e regatanti!

regata di venersì

Il primo giorno, venerdì, condizioni tutto sommato accettabili, anche se con vento sostenuto (non saprei quantificare perché come al solito gli strumenti erano saltati). Affrontiamo la regata a tutta randa e fiocchettino e riusciamo anche a dare su spi al primo bordo. Tre lunghi bordi sotto pressione, con il vento che via via rinforza consigliandoci di prendere addiritttura una mano. Nei bordi successivi non daremo spi ma sarà l’occasione per provare sul campio e per la prima volta a tangonare il fiocco!

Il secondo giorno, sabato, soffia un libeccio a rafficoni che di sicuro arrivano sui 35 nodi. I rumours dicono che al largo ci siano tre/quattro metri di onda. Da terra, nello specchio d’acqua di Porto S.Stefano non sembra e gran parte del nostro equipaggio non vede l’ora di andare per mare e confrontarsi con gli elementi. Ma non c’è niente da fare: il comitato annulla la regata.

La domenica di Pasqua la giornata è plumbea. Il tempo di arrivare in barca e gli elementi si scatenano alla grande. Usciamo sotto l’acqua che viene giù a secchiate, il vento che rinforza senza fermarsi e il mare che monta velocemente…

… ed è stato fantastico! due ore e mezzo di regata in condizioni meteo che altri hanno giudicato proibitive. Abbiamo visto di tutto: a cominciare dalla partenza con barche che si sono prese senza pensarci due volte (ma questo è normale a Pasquavela); spi che sono esplosi per l’intensità del vento, straorze e strapoggie sottospi che sembrava di stare in un videogioco, barche che hanno rotto, altri che si sono ritirati. E’ stato esaltante, è stato emozionante, è stato irripetibile: mai vista tanta acqua (dal cielo e dal mare), tanto vento (saremo stati sui 27/30 nodi con le raffiche che potete immaginare), tanta onda.

sotto la tempesta

Ogni manovra (in particolare per il nostro equipaggio women only) è stata una lotta contro le forze della natura: inutile dire che siamo andati avanti con randa terzarolata (una mano perché di più non si poteva) e con il fiocchettino in dacron, così sformato e spanzato che invece di essere una lamina nel vento assumeva la forma di un reggiseno, sdraiando la barca invece di farla camminare! La parte più bella è stato il richiamo dell’augusto capitano. Nel bel mezzo degli elementi scatenati, con la massima calma ci richiama in pozzetto con il seguente: “ragazzi, tutti dentro che non so se a questa strambata la barca ci regge. Afferratevi a qualcosa e tenetevi forte che si tambaaaa (che la barca ci si sdraia)”.

Con il boma in acqua Giusto per rendere una idea! … e quello che vedete è il boma in acqua in una delle strambate durante la regata di domenica.

Comunque sia, ce l’abbiamo fatta! siamo rientrati in banchina salvi e senza danni. E vi dirò che è stato commovente vedere che gli amici di Asell e di Stranagente (i primi si erano ritirati ed i secondi erano arrivati ben prima) ci aspettavano in banchina preoccupati per noi. Un gran bel momento!

Lunedì di Pasquetta la giornata è tersa. Il vento è girato a maestrale ma non è che una brezza tesa quando ci avviamo verso il campo. Al solito facciamo una gran bella partenza che viene annullata, ma anche la seconda viene bene, non come la prima ma abbiamo la piccola soddisfazione di partire e incrociare davanti a Stranagente (che dopo ci farà i complimenti … anche noi sappiamo soprendere a volte!). Arriviamo alla boa di bolina. Tutto è pronto per dare su spi che è stato prontamente incocciato. Il tempo di girare sulla boa (c’è lo stacchetto prima di andare in poppa) e viene giù un groppo spaventoso. In una frazione di secondo il vento è passato dai 15 ai 27 nodi! Nell’attimo fatale l’augusto capitano inizia a urlare di portare giù lo spi.. di staccare la penna e allontanare la sacca. Se lo spi avesse preso vento ci avrebbe sdraiato in un amen.

Sempre mareluna in regata

Anche a questro giro è successo il finimondo di straorze e strapoggie. Molti di quelli che avevano girato poco prima di noi e si erano trovati in poppa con lo spi su hanno rotto o subito qualche danno o sono finiti in acqua. I nostri amici di Asell hanno rotto tangone, trasto di randa e quant’altro per la “tambata” che hanno preso. Ci è dispiaciuto sentirli per radio, con la voce rotta per la delusione che si ritiravano.

Con queste condizioni abbiamo terzarolato e cambiato fiocco, con il vento che continuava imperterrito a scatenarci addosso rafficoni oltre i 35 nodi. Una fatica che non vi dico (del resto non siamo un euqipaggio muscolare) ma ce l’abbiamo fatta! Anche questa volta abbiamo riportato a casa noi e stessi la barca più che integri e… sorpresa delle sorprese… non ci crederete ma alla fine del tutto ci siamo posizionati anche con grande onore in classifica: 17esimi su 26 effettivamente partiti.

Beh, che dire, non c’è male per la barca delle ragazze!

PS: un hip hip hurrà all’augusto capitano che ci ha guidato con il timone saldo nelle acque tempestose di questa pasquavela!

PS: un sorry a Fabio Taccola a cui ho impunemente piratato le foto. Guardatele (e acquistatele se vi piacciono) su http://www.fabiotaccola.com !

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Responses

  1. una barca di ragazze?
    io direi una barca di velisti! Brave e bravi
    Spesso in questi tipi di regate è importante limitare i danni , e voi l’avete fatto egregiamente per ambire ad un posto gradevole in classifica. Questa è la strategia giusta. Sabato e Domenica ero in barca anche io con (anche) 3donne, devo dire di aver avuto più soddisfazioni tecniche dalle donne che dagli uomini.
    Normalmentel’uomo ,pseudo velista, si cimenta in ..zzate dell’ultimo secondo normalmente lette su internet o su Fare vela . La donna velista invece ascolta i comandi e i consigli con più umiltà….e la barca sente la differenza.

    Bravi e bravo al comandate …non dimenticate che dal pozzetto vede tutto!

    un abbraccio e
    Buon Vento

  2. Grazie Little! non so se le ragazze siano meglio o peggio degli uomini…
    certo è che in barca ci vuole tanta umiltà! ma davvero tanta… e che anche in regata, per quanto possa morderti lo spirito competitivo bisogna sempre mettere la barca (che singifica sicurezza per le persone) al primo posto!

  3. son d’accordo con littlejhon: ma quale barca delle ragazze!! qui abbiamo fior di velisti!!
    ancora meritati complimenti a troppitrippi e a tutta la ciurma …… 😉
    ciao skipper


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