Pubblicato da: troppitrippi | giugno 11, 2008

si fa presto a dire ancora

… un po’ meno a dare ancora! Uno degli obiettivi principali della trasferta a Ponza per il ponte del 2 giugno è stato quello di fare training on the job su ormeggi e ancoraggi.

Orbene, premesso che il regatante l’ancora non la vede mai (è la seconda cosa che si sbarca appena preso possesso dell’imbarcazione, l’altra è la zatterina di salvataggio… fanno peso!), la prima e unica mia esperienza con siffatto attrezzo risale allo scorso anno. E a onor del vero la ricordo come una cosa piuttosto travagliata (vedi un paio di post fa).

Comunque sia, a Ponza vediamo bene di passare dalla teoria alla pratica. La teoria la conosciamo tutti: prua al vento, filare velocemente calumo pari al fondale più un paio di metri, cominciare il gioco fila-agguanta-fila-agguanta indietreggiando con il motore al minimo di giri. Inizialmente fili quanto il fondale più un pezzo, agguanti finché la catena non va in tensione (da verticale va in tiro obliquo), fili ancora qualche metro e agguanti di nuovo finché non va in tensione e così via.

Ed ecco la prima difficoltà: se non ti funziona il log l’altezza del fondale te la devi calcolare ad occhio. Se ti dice bene ed hai acque cristalline te la cavi senza guai, tanto riesci a vedere quando l’ancora tocca il fondo. Se ti dice male, devi averci l’occhio allenato da rapace per percepire quella minima caduta di tensione della catena che si produce quando l’ancora tocca il fondale (il cosiddetto attimo fuggente…).

A questo giro mi è andata bene: fondale basso, visibilità ottima, salpancore funzionante! Ho calcolato che in linea di massima il salpancore riesce a filare circa un metro di catena al secondo. Precisamente dovrebbero essere 80 cm, ma se si conta lentamente allungando le vocali (uuno, duue, tree e così via) il calcolo regge bene. In questo modo, ammesso che si riesca a sincronizzare i due emisferi cerebrali che presidiano rispettivamente la lingua per il conteggio e l’azione del ditino sul salpancore per il fila-agguanta, si riesce a calcolare con buona approssimazione il calumo filato (ricordate gente: da tre a cinque volte il fondale, se siete ottimisti; da quattro a sei volte se siete più sgamati. Ai fini della patente nautica vale la prima opzione!).

Se invece avete comprato quei fantastici tassellini colorati che si inseriscono tra le maglie della catena ed avete passato un simpatico sabato pomeriggio a inserirli, uno ogni metro… beh, mi dispiace per voi e per la “sola” che avete preso. Col piffero che riuscite a vederli, a contarli e a ricordarvi l’associazione colore-lunghezza mentre la catena scende giù a un metro al secondo!

Arrivati a questo punto (dopo l’interminabile sequenza fila-agguanta-vai di retro-fila-agguanta-vai di retro) potete tirare fuori la tovaglia, apparecchiare, godervi il pranzo e successiva siesta! L’ancoraggio terrà senza problemi. Certo, se la rada che avete scelto è ben ridossata, se di notte non vi si alzano 30 nodi di maestrale, se la risacca ha condizioni umanamente accettabili, se il fondo non è una prateria di alghe, se il/i vostri vicini sono abbastanza lontani e così via …

In realtà, se la rada che avete scelto è affollata come piazza Venezia nelle ore di punta, occorrono ben altre accortezze! Intanto dovete considerare che con l’ancoraggio alla ruota la barca eseguirà cerchi da compasso con un raggio pari al calumo filato più la lunghezza della barca. Quindi già mentre scegliete il posto dove darete ancora, dovrete aver calcolato questa distanza in relazione alle altre barche ormeggiate, più qualche metro di rispetto che non guasta (i vostri vicini – e voi non lo sapete – potrebbero aver ormeggiato con un altro vento e questo rende i rispettivi movimenti di rotazione alquanto differenti e imponderabili).

Il secondo problema che vi si pone è che nessuno sa dove è posata la vostra ancora (in realtà neanche voi, a meno che non abbiate marcato esattamente il punto con il GPS, il che mi sembra una pratica alquanto esagerata!). Man mano che la rada si affolla, il minimo che vi può capitare è che qualcuno vada a dare ancora sopra, sotto o in prossimità della vostra … e dopo pare che siano alquanto amari…

La dritta dell’augusto capitano è di mettere un grippiale. Lo so, la teoria dice che il grippiale serve per recuperare con più facilità l’ancora da un fondale roccioso… ma vi assicuro che serve altrettanto egregiamente a segnalare che là c’è la vostra ancora. Insomma, l’equivalente del passo carrabile!

Concludendo, riporto la lezione dell’augusto: esistono solo due tipi di ancoraggio, quello che tiene e quello che non tiene.

Assicuratevi che il vostro rientri nella prima fattispecie e non sia soltanto un ancoraggio da aperitivo!

Nota bene: uno degli ancoraggi da aperitivo che ho visto fare è di filare indiscriminatamente calumo mentre la barca va a marcia avanti !! Un altro è l’equivalente a marcia indietro oppure da fermi…

Nota bene due: il grippiale è una boa o gavitello (occhei occhei usiamo tutti un parabordo, lo so!) fissato con una cima al diamante dell’ancora.

Aloha!

Annunci

Responses

  1. Ciao scopro oggi il tuo blog e tornerò a trovarti. Nei prossimi gironi sarò in Grcia per una crociera dedicata ai ragazzi per cui staccherò per un po. Ho visto con piacere che mi hai segnalato nei preferiti, farò lo stesso appena mi sarà possibile. Se sei di Roma e frequenti Fiumicino teniamoci in contatto, io collaboro con la scuola vela Pettirosso Sail con la quale facciamo anche incontri conviviali. Ho visto che hai messo la foto di due barche di Horcamyseria, ho fatto lo skipper per loro, sono molto bravi. Ciao e a presto.

  2. Ciao Roberto! buon vento per la tua crociera in Grecia (e se mi consenti… un minimo di bonaria invidia ti accompagni!!!).
    Scherzo – sull’invidia – ma fai un bel resoconto quando rientri!
    Una delle due barche di HM è – per così dire – la “mia”, almeno in parte e almeno per diversi altri mesi ancora ;-)… diciamo che l’abbiamo rubata al buon Corsaro!
    Sicuramente ci siamo incontrati mille volte. Di Lunatica mi ricordo molto bene visto che per un paio di campionati ci siamo incrociati sui campi di regata 😀
    aloha


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: