Pubblicato da: troppitrippi | giugno 17, 2008

rollafiocco e altre facili manutenzioni

In barca vige la “legge del maiale”. E cioè non si butta via niente! Una drizza lisa acquista nuova vita come cima da ormeggio. Cimini e cimette diventano stroppetti-buoni-per-ogni-evenienza almeno finchè conservano la dimensione minima che è quella sufficiente a farci una gassa più una decina di centimetri!

La barca è sicuramente costosa: costa comprarla, costa mantenerla e costa manutenerla. Ma in un certo senso avere una barca ci riporta ad un più naturale rapporto con le cose. Un rapporto funzionale che tende ad allungare il ciclo di vita delle cose. Insomma, un rimedio contro il consumismo e il mi-conviene-comprarlo- nuovo-piuttosto-che-ripararlo.

Soprattutto in questo periodo mi piace andare in darsena ad osservare “gli armatori” impegnati in tutta una serie di manutenzioni fai da te e pronti a dispensare consigli di ogni sorta, come si usa tra gente di mare! Anche noi non siamo da meno (sul fai da te, non sui consigli!), anche se ci manca l’esperienza da armatore vero, e quindi questo fine settimana siamo andati in barca con due obiettivi: rabbocco olio motore e controllo del rollafiocco.

Il primo lo abbiamo miseramente fallito: aperto il motore da tutti e tre i vani di accesso ci siamo ritrovati davanti a tre tappi, tutti uguali e tutti con scritto “oil” ! E ad occhio visto che l’olio motore non è lo stesso olio che serve per l’inverter, magari è meglio non mischiarli! Aspetteremo-il-meccanico …

Anche il secondo obiettivo si è rivelato ostico. La nostra barca ha il tamburo del rollafiocco (che credo sia un ProFurl) sotto il piano di coperta, in pratica dentro il gavone dell’ancora. Il problema che abbiamo notato in crociera (in regata ovviamente non usiamo il rollafiocco) è che non si rolla, ha difficoltà ad avvolgere la vela azionando soltanto la sua scottina. Occorre che qualcuno vada a prua ad aiutare manualmente l’avvolgimento, il che se hai vento, mare ed equipaggio poco esperto può essere problematico!

Ora, da profani abbiamo avanzato due ipotesi: la prima è che essendo la sua posizione infelice, magari la scotta non arriva con l’angolo di 90° che invece dovrebbe avere per addugliarsi correttamente sul tamburo. E questo in parte è vero, nel senso che si forma una “mappazza” che impedisce la regolare rotazione del tamburo. La seconda è che questo dipenda (anche) dalla dimensione della scottina. Noi ne abbiamo una da 8mm… ma, appunto, per la legge del maiale, prima di sostituirla con una da 6mm dobbiamo essere certi che il problema sia anche questo!

Ma anche qui, da profani, abbiamo interpellato un esperto manutentore di rollafiocchi (che verrà a vedere dal vivo). L’esperto in effetti ha avallato queste due ipotesi e ne ha aggiunte un altro paio: una innocua… l’altra terrificante come prospettiva.

L’ipotesi “innocua” è che una ulteriore aggravante possa essere legata alla tensione della drizza del genoa: una drizza troppo tesa “sposta” la vela e il tamburo verso l’alto modificandone l’assetto, e comunque aumentando l’attrito.

L’ipotesi terroristica è che “il male si annidi dentro” ! e cioè che si possa essere verificato il temibile “strefolamento” dello strallo (aaarrrrrghhh !!!!) … non voglio neanche pensarci!!!

Cmq, se qualcuno ha consigli da dare alla nostra scombinata combriccola di quasi-armatori, sappiate che sono bene accetti!

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Responses

  1. avete provato a girare il cimino? 🙂

  2. eh sì … alla fine era proprio il cimino. E’ proprio vero… il marinaio si vede dalla cima… e a volte anche dal cimino 😉

  3. E hai provato a punzellare il fatamaglio?

  4. no… perché ci era sfrittolato il pizzabuglio. Comunque grazie del consiglio: alla prima occasione lo metteremo in pratica 😉

  5. Lo tenete in tensione il cimino mentre srollate (in genere previene la formazione della mappazza)

  6. Naturalmente la mia era una domanda, mi sono dimenticato il ???? 🙂

  7. Ciao merciaio! si, naturalmente lo teniamo in tensione! Poi alla fine – anche per scongiurare il temuto “strefolamento” – come ultima alternativa abbiamo disarmato e riarmato il rollafiocco. La scottina era stata montata al contrario!
    Al solito anche i problemi più strani hanno una soluzione semplice e sotto gli occhi!

  8. Soluzione semplice ancora tutta da verificare. Segue gesto scaramantico anti strefolamento.

  9. Se volete easperare il concetto di “lavoretti a bordo” la barca devi costruirtela. Ti assicuro che alla fine nulla ti sembra insormontabile.

  10. grzie Roberto… leggere la storia di Alisea è stato moooolto istruttivo. Ti rende ancora più fermo nella determinazione: mai mai e poi mai iniziare a costruirsi una barca da soli 😉
    Giuro… mi basta la normale manutenzione!


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