Pubblicato da: troppitrippi | luglio 25, 2008

il felice porto del Circeo

Venerdì 18 luglio

Archiviato il rientro dall’Argentario, ecco che mi capita di riprendere il mare. L’occasione è una gita organizzata da Zipper a Ponza con un gruppo di amici. Però, visto che le 60 miglia di trasferimento sono un godimento solo per i veri amanti della vela, decidiamo di agevolarli imbarcandoli al Circeo.

Come si usa tra amici, diamo tutti una mano al nostro Zipper. In particolare mi offro come secondo per portare la barca al Circeo insieme all’augusto comandante.

Molliamo gli ormeggi ufficialmente alle 14:30 con una brezza tesa che ci sospinge al traverso sulla nostra rotta (Fiumicino – Circeo 55 miglia circa, prua per 128°). Tutto procede magnificamente (non l’avreste detto, eh 😉 . C’è un po’ di onda che via via si spiana. Prestiamo attenzione scapolando Anzio (ci sono allevamenti di pescicultura non segnalati sullecarte e qualche secca innocua da cui però preferisco tenermi lontana). Sistemiamo provvisoriamente il vang (ci salta un grillo e naturalmente ci manca quello della dimensione giusta).

Via via che ci avviciniamo al Circeo – montagna ingannatrice come la maga da cui prende il nome, ti sembra vicinissima e invece il GPS te la da sempre a 16 miglia! – il vento ci si distende da WNW facendoci assumere una bella andatura portante. E intanto si fa sera mentre lentamente arriviamo alla nostra destinazione, il porto di San Felice Circeo.

Ve lo descrivo così come lo descrive il portolano:

Il porto di San Felice Circeo

Il porto di San Felice Circeo

Il porticciolo di San Felice Circeo è protetto da un molo di sopraflutto a scogliera e da un molo di sottoflutto di 215 m banchinato interamente dotato di colonne da ormeggio. Nella parte a ponente vi sono dei pontiletti per l’ormeggio delle imbarcazioni da diporto.
Pericoli: porre attenzione a una vasta secca sabbiosa che si estende davanti l’imboccatura del porto; attenzione con mare proveniente da S – SE.
Orario di accesso: continuo.
Accesso: mantenere le boe arancioni sulla sinistra le quali delimitano il canale di accesso di circa 500 m con profondità di 3 m.
Fondo marino: sabbioso. Fondali: in banchina da 0,80 a 4,50 m. Radio: Vhf canale 09 (h. 24 – Cooperativa Circeo I°).

Naturalmente non perdo la buona abitudine di chiamare sul VHF… ma col cavolo che mi risponde qualcuno! Sulla base delle indicazioni per tenerci alla larga dalla “vasta secca sabbiosa” (1 metro di profondità!) decidiamo – arrivando NW – di seguire il molo di sopraflutto fino a raggiungere la mediana del canale di accesso sul waypoint indicato dal portolano.

Non l’avessimo mai fatto. Appena facciamo per immetterci, senza neanche un minimo di preavviso, ci piantiamo. Per fortuna dolcemente, dal momento che l’andatura era al minimo, ma è stata necessaria una bella botta di retro per uscire.

Da qui comincia una odissea. Individuiamo nel buio della notte un paio di boe arancioni del canale di accesso (ovviamente non illuminato) e con estrema lentezza le raggiungiamo. O almeno ci proviamo! La profondità è al limite per il nostro pescaggio e ce la mettiamo tutta per raggiungere le boe dal lato giusto, tendendo conto della “vasta secca sabbiosa”. La scena è: l’augusto che si avvicina di retro al minimo, pronto a dare marcia avanti per sfuggire alla secca, e io incollata agli strumenti che ripeto la profondità man mano che ci sono variazioni, con la voce che diventa sempre più stridula mentre scendiamo inesorabilmente sotto i 3 metri.

Alla fine imbocchiamo il canale con le boe sulla sinistra. Ma facciamo pochi metri che di nuovo ci piantiamo. Riproviamo, mentre dal molo di sottoflutto qualcuno ci lampeggia con un faro portatile, con l’ottimo risultato di “allumarci” e farci perdere la vista delle boe così faticosamente conquistata.

Riproviamo ancora una volta, un po’ più discosti dalla boe ma stesso risultato. Facciamo un nuovo tentativo e poi un terzo o forse un quarto quando dalla banchina qualcuno di urla di scappare via di là.

Siamo pronti a dare forfait e invitare i gentili ospiti a venire su in tender, a nuoto, col canotto o comunque preferiscano … quando finalmente dalla banchina ci danno man forte. Sono il Cisky e Zipper (arrivati là in macchina) che hanno capito la situazione e al telefono ci dicono di sintonizzarci sul canale 10 dove qualcuno ci avrebbe dato assistenza e guidato a vista.

Ecco come si sono svolte più o meno le comunicazioni:

Imbarcazione Mareluna Imbarcazione Mareluna Imbarcazione Mareluna a torre di controllo.

– Sì Mareluna vi ricevo forte e chiaro. Ora seguite le mie indicazioni

Torre di controllo, ma siete sicuri che entriamo? Abbiamo un pescaggio di 2,30 metri e ci siamo già insabbiati ad ogni tentativo, non ce la facciamo proprio…

– Stai tranquillo Mareluna. In tutto il porto la profondità è di 2,40 metri, al massimo strusciate un poco ma tanto è sabbia. Ora segui le mie indicazioni e riportale al timoniere: accostate quando ve lo dico io. Vi seguo a vista.

Bene. Siamo pronti.

Da qui seguono una serie di indicazioni del tipo accosta a dritta, tieniti sulle boe verdi (le boe verdi!!! e chi cazz* le aveva viste!), stai il più vicino possibile alla riva, tieniti accostato al molo, procedi vicino vicino agli scogli e così via…

La scena è: l’augusto al comando che sente in stereo le indicazioni che io gli ripeto affacciata al pozzetto e quelle che il Cisky gli ripete al cellulare (per fortuna indicazioni consonanti). Io attaccata al VHF a metà della scaletta in modo da poter sentire e ripetere i comandi. Sulla banchina una ammuina di gente (ma che acciderbolina fa la gente su una banchina alle 11 e passa di sera????) che si gusta lo spettacolo.

Insomma, tra un accidenti e l’altro alla fine entriamo. Ringrazio al VHF “Grazie torre di controllo per la preziosa assistenza” e ci ormeggiamo dal benzinaio (sempre con qualche problema di strusciamento sul fondo… e per fortuna che c’è l’alta marea!).

Salto a terra e chiedo al Cisky come aveva fatto a raggiungere la torre di controllo e a dirgli che eravamo in ambasce all’ingresso. Il Cisky mi restituisce uno sguardo a triplice punto interrogativo. Torre di controllo? ma quale torre di controllo! Al VHF era un tipo (evidentemente l’ “esperto locale”  citato dal portolano per ogni porto 😉 che stava sulla banchina e che, in possesso di VHF portatile stava provando da un pezzo a chiamarci sul 16 per aiutarci, traendone la conclusione che fossimo stranieri, visto che non rispondevamo! Ora che ci  penso, mi sembra che ci abbia urlato “andate via… go away” !!!

Insomma, mentre davo il meglio della mia professionalità al VHF, convinta di parlare con la torre di controllo, ero in comunicazione con il classico “primo che capita” !

Beh, devo dire che però conosceva alla perfezione la via di ingresso. Senza il provvidenziale radioamatore probabilmente ci trovavate ancora là a tentare di doppiare in qualche modo l’infernale sistema di secche che ti accoglie al porto di San Felice Circeo.

A proposito, della “vasta secca sabbiosa” di fronte all’imboccatura non v’è traccia là dove è riportata dal portolano (o è stata dragata o si è naturalmente spostata). E anche il canale di accesso è direzionato in tutt’altro verso rispetto a quello che vedete nella mappa (in pratica copia il molo di sottoflutto).

Come dire, se neanche il portolano ti assiste, puoi solo contare sui casuali frequentatori notturni di banchine e darsene portuali!

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Responses

  1. Circeo è uno scandalo. Mi sono isabbiato di giorno, di notte, con la torre aperta o chiusa……comunque il problema è anche che il banco di sabbia si sporta con la marea.

  2. Sì, immagino che il banco di sabbia si sposti con maree e mareggiate e su questo si può fare poco. Però, mandare informazioni aggiornate a quelli che curano i portolani potrebbe già essere un aiuto!
    In ogni caso mi sembra scandaloso che con la nostra barca si possa entrare in sicurezza solo in due o tre porti nel Lazio (Civitavecchia, Riva di Traiano e Fiumicino). Tutti gli altri sono insabbiati (vedi Anzio) o comunque impraticabili per via dei piccoli e grandi ràs locali (vedi Nettuno, dove non ti fanno sostare neanche per un paio d’ore).

  3. Il Circeo è da dimenticare come approdo: non ci sono servizi, l’ingresso è pericoloso, i prezzi sono alti, le barche ormeggiate in terza e quarta fila, il personale particolarmente scortese.
    Ma che le barche a vela non entrino al Circeo non disturba minimamente i gestori del porto: conviene avere le barche a motore che non mancano mai e comprano centinaia o migliaia di euro di benzina e gasolio.
    Da anni si discute di ampliare il porto, ma dubito che anche con un porto più grande le cose cambierebbero.
    Il vero problema è il sistema di gestione e la mancanza assoluta di qualsiasi forma di controllo da parte di tutte le amministrazioni pubbliche: qualche anno fa ci furono contrasti riguardantanti la gestione del porto e poco tempo dopo la barca del sindaco casualmente bruciò.

  4. Sulla deferenza dei gestori del porto per le barche a motore sopra una certa dimensione posso confermare, per aver assistito a molte “goduriose” scenette di sottomissione da parte di staff di ormeggiatori di 4/5 persone che ricevuta la chiamata saltano pronti a ormeggiare, lavare e sistemare. Ritengo in cambio di mance generose che non molti skipper di barche a vela possono permettersi!

  5. Sono reduce di una fermata nel “bellissimo” porto qualche giorno fa.
    Per fortuna sapevo che bisogna arrivare prima delle 20.00, oppure nessuno più ti assiste all’ormeggio. Al VHF mi danno l’indicazione di “costeggiare le boe verdi”. In porto mi ormeggiano in banchina, visto che c’era un posto (ma siamo a maggio!), ma le docce sono accessibili solo previo indossare la tuta NBC. Il prezzo per una notte, barca da 14 metri (con le docce in quello stato) è stato di 120 euro!!!!!!!
    Questa è l’Italia dei marina…

    P.S: Un consiglio: un VHF portatile da tenere in mano mentre si entra nei porti salva la vita spesso e volentieri. Lo consiglio caldamente, perchè il VHF sul tavolo di carteggio è spesso inutilizzabile in questi casi, specie se si è da soli…


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