Pubblicato da: troppitrippi | ottobre 8, 2008

Ora si comincia!

1 agosto: è il gran giorno

La ciurma è finalmente a posto. Zipper e Blu, io e il Cisky. Alla fine ce l’abbiamo fatta a mettere insieme un bel gruppetto di inesperti navigatori e – tra le mille cose da fare prima di salpare l’ancora – alle 15 del primo agosto lasciamo Fiumicino. Destinazione: Vibo Valentia, la nostra base per le Eolie.

I giorni che hanno preceduto la partenza sono stati una vera buriana. Io mi sono smazzata 1500 km in 24 ore per portare la mia bimba dai nonni, tornare in tempo per sbrigare le ultime incombenze (ad esempio… munirsi di carte nautiche per la navigazione, filtri e ricambi vari per il motore, bozzelli da comprare all’ultimo momento, chilometri di catena dell’ancora da contrassegnare etc.), preparare i bagagli e finalmente partire verso il blu.

Partiamo, con quella fibrillazione in corpo che ti dà l’inizio di ogni avventura, grande o piccola che sia. Ci aspettano 250 miglia di navigazione, che decidiamo di tirare tutte d’un fiato.

Il meteo è quello che ci bacerà poi per tutta la prima decade di agosto: alta pressione stabile, brezze da maestrale, mare calmo. Tempo stimato di navigazione con queste condizioni: 50 ore! Auguri!!!

Salpiamo e già davanti a Ostia la prima sorpresa. Delfini – urlano da prua ! Ed è vero: eccoli davanti allo specchio acqueo più fetente del Lazio (là dove il Tevere scarica di tutto di più…). Due incredibili delfini a un miglio sottocosta!

Lo prendiamo come un segno (il marinaio ha da essere scaramantico, giusto?) e infatti vediamo giusto. Si alza una bella brezza tesa che ci porta fino ad Anzio a motore spento con una velocità di 7 nodi e punte sui 7,5. A vela, giovani!!! Uau… dopo Anzio però, quando possiamo metterci in rotta perfetta, il vento ci gira da poppa. Poppa piena. Come dire, a meno che uno non stia facendo una bella regata d’altura, non è proprio una andatura rilassante. Diciamo che se puoi la eviti! E infatti così facciamo anche noi e riattacchiamo motore. Quella sarà però l’ultima brezza sulla nostra rotta… le restanti 200 miglia le copriremo sospinti dal motore a 1800 giri (siamo risparmiosi) e da una tenue ondina da poppa che però fa il suo dovere e ci spinge verso la meta.

Arriva la notte e (incredibilmente sobri… direi uno degli ultimi giorni di sobrietà totale) cominciamo a fare i turni. Passiamo le pontine nella notte piena, riusciamo a vedere appena le luci della costa. C’è un po’ di foschia che rende la traversata più suggestiva. Al mattino passiamo al largo di Ischia e poi Capri che percepiamo lontane, immerse nella nebbia del mattino. Da qui in poi perderemo ogni contatto visivo con la terraferma. Per le successive 24 ore saremo immersi completamente nel blu del Tirreno.

La navigazione continua tranquilla. Appena un paio di diversivi alla rilassante monotonia della navigazione d’altura, uno o due bagnetti nella frescura delle acque a una 40ina di miglia dalla costa (in pratica in mezzo al nulla…) e poi i delfini! Faremo altri due avvistamenti durante il giorno e poi, quasi alle dieci della sera, quando già cominciavamo ad attaccare con i turni, ecco un branco di cinque o sei esemplari che si avvicina. Se ne staccano tre che cominciano a giocare con noi e danno vita ad un florilegio di giravolte, volteggi, coreografie subacquee come non le avevamo mai viste. Uno spettacolo davvero incredibile, emozionante, che ci ha accompagnato per buoni 40/45 minuti, appena illuminato dalle luci di navigazione e dalla prima timida luna. Sarà una delle cose che ricorderò a lungo per le emozioni che ci ha dato. E poi io credo fermamente che i delfini ci comprendano e siano in grado di comunicare con noi. Quelli lo stavano facendo!

Arriva la notte, una notte particolarmente vigile: siamo infatti su acque dove incrociano una molteplicità di rotte commerciali: cargo, traghetti, navi da crociera. Ti appaiono all’improvviso all’orizzonte e un attimo dopo te li ritrovi in rotta di collisione. Occorre stare sempre pronti a manovrare. Ma melgio così, non si rischia di addormentarsi al timone.

Nel cuore della notte arriviamo al largo delle coste calabresi. Cetraro, Amantea… Vibo si avvicina. Ecco due luci intermittenti. Dalla posizione in cui siamo possono essere i due fari di Capo Suvero e Capo Brozzo (forse non sono questi i nomi, più tardi controllerò). Controllo sulla cartina: sì, cavolo, dall’angolo con cui li rilevo rispetto alla nostra prua dovrebbero essere loro. Ma mentre sono immersa in queste considerazioni, ecco che un castelletto di luci almeno un miglio, un miglio e mezzo distante da noi comincia a farci segnalazioni con un faro. Ca*** – penso – ecco la guardia costiera che rompe. Acc… porc… dannaz… e ora come mi devo regolare per l’abbordo, nel cuore della notte nera, senza neanche uno spicchio di luna… ????

Mi consulto con il Cisky, mentre questi continuano le segnalazioni. Alla fine capiamo che è un peschereccio. Horca miseria… ci stanno segnalando che stiamo andando sulle reti… quelle luci non erano i fari ma due mede scintillanti all’inizio e alla fine di queste reti chilometriche! viraaaaaaa….

Cambiamo rotta per aggirararli. Ovviamente non manco di contattarli via radio, appellandoli con messaggi del tipo: “peschereccio al largo di Amantea, peschereccio al largo di Amantea, peschereccio al largo di Amantea, (ripetuto tre volte come da regole di comunicazione radio!!!), qui imbarcazione MareLuna. ” Alla fine rispondono e mi danno conferma che erano proprio le reti. Anzi, ci avvisano che più a sud avremmo incrociato un altro peschereccio della flotta e quindi di continuare a fare attenzione.

Aggirato l’ostacolo ci rimettiamo in rotta. Pian piano si fa giorno. Il tempo di fare colazione e avvistiamo la nostra meta. Sono le nove del mattino e Capo Suvero è davanti a noi. Abbiamo guadagnato diverse ore sul tempo di navigazione stimato. Neanche le dieci ed ecco il porto di Vibo. Ci siamo, siamo arrivati!!!

Voi cosa avreste fatto in questa situazione (40 ore di navigazione con appena qualche ora di sonno)??? Beh… noi abbiamo issato le vele ci siamo messi a tirare qualche bordo sportivo per un altro paio d’ore… poi abbiamo deciso che valeva la pena fare un bagnetto (sempre a diverse miglia dalla costa) e infine ci siamo diretti al porto per fare carburante e attraccare in banchina.

Alle ore 13:00 – dopo 45 ore di navigazione ininterrotte – eccoci arrivati: siamo a Vibo Marina, finalmente un porto degno di questo nome… ma a questo dedicherò il prossimo post!

Stay tuned!

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Responses

  1. Questa si è la Troppitrippi che mi ricordavo !!
    Ma allora se TE !
    😉

    che la superbignavigation sia con te !

  2. Ehi Skipper… ma tu on line h24!!!
    Si sono proprio io… anche se devo strappare qualche minuto di tempo a morsi…
    ma ora sto riprendendo il ritmo 😉

    A prestizzimo

  3. Ok, facciamo cambio: tu mi racconti il porto di Vibo Marina, io quelli dell’Elba. Vediamo chi ha fatto più bonk!
    un abbraccio
    matteo

  4. eeeehhh…. occorre avere pazienza… hai visto che sono diventata avara di racconti!!!
    Ma leggo sempre i tuoi (rss … grande invenzione) ed effettivamente non vedo l’ora di scoprire altri esilaranti aspetti del navigatore della domenica che è in te….!!
    ma dai… non si può dare di stomaco per una ondina corta di prua nel tratto piombino – elba!!!!!!!
    mmm…. mi sa che ti devo proprio invitare per una vera SuperBigNavigation alla troppitrippi… qualcosa come 250 miglia senza fermarsi, o 100 miglia sparate in due e mezzo sulla barca… o 60 miglia di notte con l’ondina di maestrale quando hai una rotta per 310…. o altre simpaticherie simili 😉

  5. D’accordo, mi devi invitare a navigare seriamente. Che bei laghi ci sono dalle tue parti?
    Io invece ti invito a scrivere seriamente: ho finito tutte le puntate (scrivendo di notte, in treno, al lavoro) e tu sei ancora alla prima.
    Avanti, lavativa!

  6. come diceva l’Albertone nazionale in un suo film: “maccarone, m’hai provocato… e io me te magno” 😉 .
    Ecco un post fragrante come appena sfornato! ho prso un giorno di ferie per recuperare il distacco!!!!

    Cmq, da queste parti ci sono bellissimi laghi… e non sputiamo neanche addosso ai marinai d’acqua dolce!!!


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